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LA NOSTRA STORIA

Tutto è cominciato in una piccola stanza di Milano.

Era il 1976 quando Elena Valenti aprì per la prima volta la porta del suo piccolo laboratorio in una tranquilla strada di Milano.
Non c’erano grandi insegne, vetrine illuminate o collezioni infinite. C’erano un tavolo di legno, una vecchia macchina da cucire, alcuni rotoli di tessuto e una donna con un’idea molto semplice: creare abiti che facessero sentire belle le donne comuni.
Elena aveva imparato a cucire da sua madre. Da bambina trascorreva interi pomeriggi accanto a lei, osservando quelle mani che riuscivano a trasformare un semplice pezzo di stoffa in qualcosa che una donna avrebbe conservato per anni.
Quando più tardi aprì il proprio atelier, portò con sé quella stessa filosofia.
Diceva sempre:

“Una donna non dovrebbe vestirsi per sembrare più giovane. Dovrebbe vestirsi per sentirsi più bella.”

Quella frase sarebbe rimasta nella famiglia Valenti per decenni.

Le prime clienti arrivavano dal quartiere. Alcune entravano solo per sistemare un vestito. Altre rimanevano per un caffè, una conversazione o un consiglio. Con il tempo, il piccolo atelier diventò qualcosa di più di un negozio.

Divenne un luogo in cui le donne potevano sentirsi comprese.

E ancora oggi, quando Elena parla di quegli anni, sorride ricordando soprattutto una cosa: non i vestiti venduti, ma le donne che tornavano.



Poi arrivò una nuova generazione.

La figlia di Elena, Sofia, è praticamente cresciuta tra tessuti, bottoni e specchi.

Da bambina faceva i compiti su un piccolo tavolo nell’angolo del laboratorio mentre sua madre lavorava. Ascoltava le conversazioni delle clienti e osservava Elena appuntare un orlo, sistemare una manica o scegliere il tessuto giusto.

Per anni Sofia diceva che avrebbe fatto qualcosa di completamente diverso.

Poi, crescendo, capì quanto quel piccolo mondo le fosse entrato dentro.

Quando iniziò a lavorare insieme a sua madre, portò con sé un modo diverso di vedere la moda. Elena guardava prima di tutto il tessuto e la costruzione di un capo. Sofia osservava invece la donna davanti allo specchio.

Si chiedeva:

“Si sente comoda? Si sente elegante? Lo indosserà davvero?”

Fu così che la famiglia Valenti iniziò lentamente a cambiare.

Non volevano più creare qualcosa soltanto per le occasioni speciali. Volevano trovare capi che una donna potesse indossare durante la sua vera vita: per andare a pranzo con un’amica, passeggiare in città, partire per un fine settimana o semplicemente uscire di casa sentendosi bene.

Elena insegnò a Sofia il valore della tradizione.

Sofia insegnò a Elena che anche la tradizione, a volte, deve avere il coraggio di cambiare.

Ed è proprio dall’incontro tra queste due donne che nacque la filosofia che ancora oggi guida Valenti Sartoria.



Oggi siamo in tre.

Molti anni dopo, una terza donna iniziò a passare sempre più tempo accanto a loro.

Giulia, la figlia di Sofia e nipote di Elena.

Da bambina si nascondeva dietro le tende del negozio, provava di nascosto le scarpe della nonna e chiedeva continuamente perché certi colori stessero meglio insieme di altri.

Elena rideva e le rispondeva:

“Un giorno lo capirai da sola.”

E aveva ragione.

Giulia è cresciuta in un mondo molto diverso da quello della nonna. Guarda la moda con occhi più giovani, segue ciò che cambia e porta nuove idee nella famiglia.

Ma una cosa non è mai cambiata.

Quando le tre donne devono scegliere qualcosa per Valenti Sartoria, Elena continua a chiedere:

“Lo indosserei?”

Sofia domanda:

“Una donna si sentirà bene con questo?”

E Giulia aggiunge:

“Avrà ancora voglia di indossarlo tra qualche anno?”

Se tutte e tre possono rispondere sì, allora quel capo appartiene alla nostra storia.

Tre donne.

Tre generazioni.

Tre modi diversi di vedere l’eleganza.

Ma un unico cognome.

Valenti.



Per donne che non hanno bisogno di dimostrare nulla.

Con il passare degli anni Elena ha imparato una cosa che oggi ripete spesso anche a sua figlia e a sua nipote.

Una donna cambia.

Il suo corpo cambia. La sua vita cambia. I suoi gusti cambiano.

Ma il desiderio di guardarsi allo specchio e riconoscere ancora quella donna elegante dentro di sé non scompare.

Forse, con gli anni, diventa addirittura più importante.

Per questo Valenti Sartoria non vuole dire a una donna come dovrebbe vestirsi.

Vogliamo semplicemente accompagnarla.

A 50 anni.

A 60.

A 70.

E oltre.

Per una cena con suo marito. Per una domenica con i figli. Per il compleanno di un nipote. Per un viaggio che aspettava da anni. O semplicemente per una mattina qualunque in cui decide che oggi vuole sentirsi un po’ più bella.

Per noi, sono proprio quei momenti a dare valore a un abito.

E forse è questo il vero motivo per cui, dopo tutti questi anni, la famiglia Valenti continua ancora a fare ciò che ama.

Non per la moda.

Ma per le donne che la indossano.

Con affetto,

Elena, Sofia e Giulia
La Famiglia Valenti